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racconto ai piccoli il mondo dei grandi, ai grandi il mondo dei piccoli
racconti
non sempre chi ha una bella voce dice delle belle cose....
LA CORNACCHIA E L'USIGNOLO

una cornacchia se ne stava sulla piazza e, avendo un gruzzolo di belle cose da raccontare, cominciò a gracchiare ad alta voce, spiegandosi per bene, badando alla grammatica e alla sintassi, scandendo le vocali e le consonanti, alternandole per bene per non inciampare nelle sillabe.
peccato che la sua voce, sgraziata, stonata e cigolante, fosse davvero tutt’altro che piacevole da ascoltare, soprattutto se strillata in quel modo, tanto che ben presto la piazza si svuotò e la cornacchia se ne rimase lì con il suo bel discorso ancora da cominciare e nessuno a cui raccontarlo.
svolazzò accanto a lei un usignolo.
«non farti illusioni» lo mise in guardia la cornacchia «qualsiasi cosa tu abbia da dire o da cantare, qui non ti ascolta nessuno. Sono fatti così: ti guardano, come per dire cucù, e se ne vanno, lasciandoti lì con un palmo di becco.»
l’usignolo non badò più di tanto all’avvertimento, anche perché non aveva proprio niente da raccontare. però cominciò a canticchiare: prima poche note sussurrate appena, poi qualche accordo e una melodia piacevole e armoniosa, che riempì l’aria. e riempì pure la piazza, di tutti quelli che erano fuggiti dalla voce gracchiante della cornacchia e adesso erano tornati, attratti da quel concerto inaspettato.
«non dice nulla» pensò la cornacchia, pure lei affascinata dalla musicalità dell’usignolo «ma lo dice benissimo!»

questa è una delle favole dell'ultimo minuto
© andrea valente