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racconto ai piccoli il mondo dei grandi, ai grandi il mondo dei piccoli
racconti
per chi ha un’idea un po’ folle, ma ancora non lo sa...
IL TEMPERAMATTI

nel paese di non so dove viveva, al tempo di non so quando, un inventore al quale tutto mancava, tranne la fantasia.
durante la sua lunga carriera inventò questo e quello, se non di più, tra cui, per esempio, il pallone quadrato, con il quale giocare in discesa senza pericolo che rotoli via.
poi l’aggiungisale da cucina che però, essendo grande tre metri per due, in cuciva non ci entrava e nessuno lo volle.
un giorno venne fuori con la bizzarra idea dell’ombrello che non fa ombra, che era proprio tale e quale a un ombrello normale, ma senza la stoffa ed i raggi passavano senza problemi. l’idea piacque finché non venne a piovere e tutti si bagnarono.
fu sua anche l’invenzione del pennarello nero che scrive bianco, ottimo per schiarire i disegni troppo scuri, e pure il bellissimo rasoio per teste pelate, che era un coso senza lama, per tagliare i capelli a chi non li ha, senza il rischio di tagliargli un orecchio, neanche per sbaglio o per disattenzione.
in città, durante un’assemblea di quartiere, i suoi concittadini stabilirono, e lo scrissero nel verbale, che quell’inventore era matto. già, un po’ per invidia, un po’ per ignoranza, scrissero proprio matto, con due ti.
«tutti gli inventori sono un po’ pazzi.» pensò lui, che quindi non si preoccupò più di tanto e tornò tranquillo nel suo laboratorio.
«i miei concittadini – borbottava tra sé e sé - hanno la mente poco aguzza, ma sono matti anche loro, come no!»
fu così che alle quattro e quarantaquattro del mattino di non so che dì, l’inventore finì il suo progetto di temperamatti, un affare incredibile fatto apposta per appuntire le teste un po’ troppo consumate.
inutile dire che, in quanto matto, nessuno ne volle sapere niente ed anche questa scoperta finì tra le ragnatele. nessuno ne parlò più, del temperamatti ed anche del suo folle inventore, e meno male che ci sono io che ne ho scritto, altrimenti neanche i nonni ed i cantastorie ti avrebbero mai raccontato la sua storia.
© andrea valente